Il Progetto

Descrizione

L’insieme degli organismi che vive in un corpo d’acqua confinato rappresenta la componente che conferisce valenza produttiva ed economica al sistema.
Tale ruolo è fondamentale per quella frazione, in genere sottostimata, rappresentata da piccoli organismi del benthos e del plancton (crostacei, policheti e molluschi), che ponendosi alla base della piramide trofica/ecologica hanno il ruolo determinante di veicolare l’energia ai livelli superiori legati più direttamente alla economia produttiva di tali ambienti (pesca ed acquacoltura).
Il sistema biologico del corpo acquatico confinato è, però, caratterizzato in genere da una spiccata instabilità determinata sia dalla presenza di delicate forme giovanili, che rivestono un ruolo basilare nel reclutamento del novellame in mare, (e che sono più sensibili degli adulti ai fattori di disturbo) sia dalla conformazione geologica (scarsa profondità, scarsi ricambi idrici, variazioni repentine di temperatura e salinità, fioriture algali, etc). Tali fattori, nel complesso, rendono la sfera biologica nei corpi confinati sensibile alle intemperanze meteoclimatiche, ma anche alla presenza umana (scarichi inquinanti, disturbi luminosi che interagiscono negativamente sulle migrazioni notturne, pesca irresponsabile, cattiva gestione della idrologia dei bacini, etc).
Nonostante questa “difficile governabilità” gli ambienti salmastri costieri, essendo tra gli ambienti naturali più produttivi del pianeta, sono da sempre oggetto di attenzioni da parte dell’uomo che cerca di ricavarne risorse alimentari ed economiche.


Il lago salmastro di Acquatina (LE), ha una posizione strategica nel territorio (a soli 12 Km dal capoluogo della provincia), e rappresenta anche una importante zona di rifugio e di raccolta del novellame costiero, e di successivo rifornimento nei confronti dell’area marina antistante (pertanto basilare ai fini della piccola pesca della fascia costiera). Il lago di Acquatina ricopre un ruolo decisivo nell’economia trofica e produttiva della zona e rappresenta un corpo acquatico in cui (grazie anche alla “gestione pubblica” dell'Università del Salento ) è possibile sperimentare interventi di gestione secondo criteri di valorizzazione ambientale e produttiva.
L’insieme di piccoli organismi afferenti ai gruppi dei Crustacea Decapoda e Copepoda, dei Mollusca, dei Polychaeta, presenti nel Lago di Acquatina, oltre ad avere (in alcuni casi) un ruolo diretto nell’economia della piccola pesca, occupa un importante posto nella catena trofica di specie ittiche di valore commerciale. Alcuni stadi larvali di crostacei e molluschi, e parte del plancton (copepodi), sono consumatori di detrito o fitoplancton, ponendosi, pertanto, in una posizione importante nell’intero ecosistema, quella in cui la sostanza organica vegetale o detritica viene resa disponibile ai livelli trofici superiori, dove si collocano gli organismi di interesse commerciale.